Mettiamo a conoscenza questo resoconto fatto da una compagna dei Carc che è stata a Bologna, per aiutare la gente del posto a smuovere il fango dalle case e dalle strade.
Riteniamo importante questa testimonianza che ci da' il quadro della grave situazione in cui versa il territorio del nostro paese, dove centro destra e centro sinistra, che lo hanno a lungo amministrato, hanno sempre pensato a sfruttarlo per il profitto e quando erano necessari interventi a perdere lo hanno abbandonato, permettendo l'avverarsi dei disastri a cui abbiamo assistito in questi giorni in Emilia Romagna.
Resoconto dal fronte del fango
Oggi una compagna si è aggregata alla mobilitazione solidale da Bologna verso Castel Bolognese. Riportiamo qui brevemente un suo contributo.
“Anche oggi si può dire che eravamo a lavoro, ma non per il padrone ma per la nostra gente e per il nostro territorio.
Siamo stati in una scuola materna invasa dal fango e la maestra ripeteva che questa per loro era come un’altra pandemia, tanta era la rabbia e l'impotenza davanti alla colata di fango che ha distrutto la scuola. La solidarietà popolare (e di classe) è stato il motore che ci ha spinto, anche col sorriso, a pulire tutto in una giornata. Bisognerà poi ricostruire, le scuole, le case. E non ci facciamo illusioni che sarà una battaglia che possiamo vincere solo organizzandoci dal basso, perché chi è la causa di tutto ciò non sarà e non può essere la soluzione.
Eravamo fianco a fianco con dei lavoratori arrivati dal Veneto che, mentre il fango si faceva sempre più duro, si chiedevano come era possibile che fosse arrivato tutto quel fango, tutta quella terra. Sono gli Appennini abbandonati a loro stessi che se ne sono calati a valle, gli rispondevano noi bolognesi. È per via delle responsabilità di chi da decenni governa (e deturpa) questo territorio.
Organizziamo la solidarietà popolare rendendola essa stessa un’arma, organizziamo la nostra rabbia e la nostra risposta alle tragedie in cui chi governa ci sommerge.
Anche per questo è bello sentirsi uniti nei momenti tragici come questo, con la determinazione e la consapevolezza che nessuno si salva da solo. I lavoratori e i giovani, uniti, lo stanno dimostrando.
Quando ci siamo salutati la voglia era quella di rivedersi lì ancora domani, perché qualcosa deve cambiare, perché non c’è, ancora una volta, nessuna normalità a cui tornare, per prenderci quello che è nostro. È possibile e necessario, e succede attraverso di noi”.
26 Maggio 2023